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Vetro basso emissivo e selettivo: la guida per scegliere

Vetri per finestre: cosa sono il basso emissivo (low-E) e il vetro selettivo, come leggere Ug, g e LT e scegliere il vetro giusto per esposizione e zona.

Mirko Vanzo

Quando si cambiano le finestre, quasi tutti guardano il profilo: PVC o alluminio, il colore, il numero di camere. Pochissimi si fermano a chiedere “ma il vetro che mi mettete dentro, esattamente cos’è?”. Ed è un errore, perché in una finestra il vetro occupa la gran parte della superficie e fa la gran parte del lavoro termico. Due finestre con lo stesso identico telaio possono comportarsi in modo molto diverso a seconda del vetro: una trattiene il calore d’inverno e tiene fuori il sole d’estate, l’altra ti fa una serra in soggiorno a luglio.

In questo articolo, da chi i serramenti li produce, spiego cosa sono i due trattamenti che contano di più sul vetro: il basso emissivo (low-E), che lavora sul calore in uscita d’inverno, e il vetro selettivo / controllo solare, che lavora sul calore solare in ingresso d’estate. E spiego come leggere i tre valori che trovi nei capitolati — Ug, g e LT — senza farti incantare da una sigla. L’obiettivo è che tu scelga il vetro giusto per la tua esposizione e la tua zona, non quello più costoso a prescindere.

Una precisazione di campo, per non confondere argomenti: qui parlo solo dei trattamenti termici e ottici del vetro. Quanto convenga il triplo vetro rispetto al doppio (cioè il numero di lastre) lo affronto a parte in doppio o triplo vetro: quando conviene davvero, e il vetro acustico antirumore ha una logica sua, che trovi in come isolare dal rumore con le finestre giuste. In questa guida restiamo sul termo-solare.

Com’è fatto un vetro da finestra moderno

Il vetro di una finestra non è una lastra singola. È una vetrocamera (o vetrata isolante): due (doppio vetro) o tre (triplo vetro) lastre separate da un’intercapedine sigillata, riempita con un gas. Schematizzando il pacchetto più diffuso, un doppio vetro:

  1. Lastra esterna — verso fuori, spesso è qui che si applica il trattamento di controllo solare.
  2. Camera con gas — l’intercapedine, riempita di solito con argon (a volte krypton), che isola meglio dell’aria.
  3. Distanziatore / canalina — il profilo perimetrale che tiene separate le lastre; quello “warm edge” (bordo caldo) è in materiale poco conduttivo.
  4. Lastra interna — verso la stanza, dove di solito si trova il trattamento basso emissivo.

Su questo “panino” si gioca tutto. I trattamenti sono micro-strati invisibili applicati sulle facce interne delle lastre (mai esposte all’aria, altrimenti si rovinerebbero). Vediamoli.

Il vetro basso emissivo (low-E): trattenere il calore d’inverno

Il basso emissivo, in inglese low-E (low emissivity), è uno strato metallico microscopico — tipicamente a base di argento — depositato su una faccia interna del vetro. Non lo vedi a occhio nudo: è trasparente alla luce. Quello che fa è comportarsi come uno specchio per il calore radiante infrarosso: lascia entrare la luce, ma rimanda indietro verso la stanza il calore che il vetro altrimenti irraggerebbe verso l’esterno.

In pratica: d’inverno, il calore che produci dentro casa (termosifoni, persone, elettrodomestici) tende a “fuggire” attraverso il vetro. Il basso emissivo riduce molto questa fuga, rimandando indietro l’irraggiamento. È la ragione per cui un vetro low-E, a parità di tutto il resto, ha un Ug (vedi sotto) molto migliore di un vetro “nudo”.

Va detta una cosa onesta: oggi il basso emissivo è lo standard. Quasi tutti i vetrocamera di produzione recente lo hanno, perché senza non si raggiungono i livelli di isolamento richiesti. Se un preventivo ti propone un doppio vetro che non specifica il basso emissivo, è il caso di chiedere chiarimenti: o è sottinteso, o è un vetro datato.

Il vetro selettivo / controllo solare: tenere fuori il sole d’estate

Qui entra in gioco il problema opposto, che in Italia — con le nostre estati — pesa parecchio. Il basso emissivo lavora sul calore in uscita; il controllo solare lavora sul calore in ingresso, quello del sole che batte sul vetro a luglio.

Un vetro selettivo (chiamato anche a controllo solare) ha un trattamento — più strati metallici sofisticati — pensato per fare due cose insieme:

  • Lasciare entrare molta luce (trasmissione luminosa LT alta), così la stanza resta luminosa;
  • Bloccare buona parte dell’energia solare termica (fattore solare g basso), così la stanza non si surriscalda.

Il termine “selettivo” significa proprio questo: il vetro seleziona, lascia passare la parte luminosa dello spettro solare e respinge buona parte di quella che porta calore. È diverso da un vetro semplicemente “scuro” o riflettente vecchio stile, che per ridurre il calore riduceva anche la luce facendo ambienti cupi.

Un vetro a controllo solare di solito mantiene anche il basso emissivo: cioè fa entrambi i lavori, tiene il calore dentro d’inverno e fuori il sole d’estate. È la soluzione interessante per le esposizioni più calde (sud, ovest), per le grandi vetrate e per le verande.

I tre valori da leggere: Ug, g, LT

Ecco il cuore della scelta. Quando guardi un capitolato vetri, ti compaiono tre sigle. Capirle ti basta per non farti vendere fumo.

ValoreCosa misuraSi esprime inMeglio se…
Ugtrasmittanza termica del solo vetro (quanto calore lo attraversa)W/m²Kpiù basso (isola di più)
gfattore solare: quota di energia solare che entranumero da 0 a 1 (o %)dipende: basso d’estate, alto dove serve guadagno solare
LTtrasmissione luminosa: quanta luce visibile passa%in genere più alto (più luminoso)

Spieghiamoli uno per uno, perché il segreto è capire che non vanno massimizzati tutti insieme: alcuni sono in compromesso tra loro.

Ug — l’isolamento del vetro. È quanto calore passa attraverso il vetro per differenza di temperatura. Più è basso, meglio isola. È diverso da Uw, che è la trasmittanza dell’intera finestra (vetro + telaio + bordo): il valore che conta per legge e per le prestazioni reali della finestra è l’Uw, di cui parlo in Uw, zone climatiche e isolamento termico spiegati. L’Ug è solo il pezzo “vetro” del puzzle. Come ordine di grandezza puramente indicativo, un doppio vetro basso emissivo con argon può stare intorno a valori di Ug dell’ordine di 1,0–1,1 W/m²K; un triplo vetro scende sotto, ma con i compromessi che vedi nella guida dedicata.

g — il fattore solare. Indica quanta energia solare entra. Un g di 0,60 (indicativo) significa che entra circa il 60% dell’energia solare incidente; un vetro selettivo può scendere a valori dell’ordine di 0,30–0,40. Qui sta il punto delicato: un g basso è un vantaggio d’estate e uno svantaggio d’inverno. D’estate non vuoi che il sole scaldi la stanza; d’inverno, su un’esposizione a sud, quel guadagno solare gratuito ti aiuta a riscaldare. Per questo non esiste il “g migliore” in assoluto: dipende dall’orientamento.

LT — la trasmissione luminosa. Quanta luce visibile passa. Un LT alto (es. dell’ordine del 70–80%, indicativo) tiene gli ambienti luminosi; un LT troppo basso li rende cupi e ti fa accendere la luce di giorno. Il bravo vetro selettivo è quello che tiene g basso senza abbassare troppo LT — è esattamente la sua ragione d’essere.

Un’avvertenza anti-fumo: questi valori vanno presi dalla scheda tecnica del vetro che stai effettivamente comprando, non da una tabella generica. Tutti i numeri di questo articolo sono ordini di grandezza a titolo di esempio, non specifiche di un prodotto.

Gas in camera e canalina warm edge: i dettagli che pesano

Due componenti “invisibili” del vetrocamera incidono sui valori sopra.

Il gas nell’intercapedine. L’aria conduce calore; un gas nobile come l’argon conduce meno, quindi migliora l’Ug. È ormai lo standard. Il krypton isola ancora un po’ meglio e si usa quando le camere sono sottili (tipico nei tripli vetri), ma costa di più. Nella pratica, per un doppio vetro l’argon è la scelta sensata e diffusa.

La canalina / distanziatore “warm edge”. È il profilo perimetrale che separa le lastre. Quello tradizionale in alluminio è un ponte termico sul bordo del vetro: lì si forma più facilmente la condensa. Il distanziatore warm edge (bordo caldo), in materiali poco conduttivi, riduce questo ponte termico perimetrale, migliora marginalmente i valori e soprattutto limita la condensa sui bordi del vetro. Su una finestra moderna è un dettaglio che ha senso pretendere.

Vetri stratificati: quando il vetro è anche di sicurezza

Un cenno, perché spesso compare nei capitolati insieme ai trattamenti. Il vetro stratificato è composto da due lastre incollate da un film plastico (PVB): se si rompe, i frammenti restano attaccati al film invece di cadere. È un vetro di sicurezza (riduce il rischio di taglio e ostacola lo sfondamento) e ha anche benefici acustici.

Lo stratificato non è un trattamento termo-solare: è una struttura del vetro. Può però essere combinato con il basso emissivo e il controllo solare. È utile su porte-finestre, vetrate a tutta altezza, piani bassi e situazioni in cui conta la sicurezza delle persone. La componente acustica dello stratificato la approfondisco nella guida alle finestre antirumore.

Come scegliere il vetro per esposizione e zona

Ecco la parte pratica. La scelta del vetro non è “il più isolante per tutta la casa”, ma dipende dall’orientamento di ogni finestra e dalla zona climatica. Una tabella indicativa per ragionare:

Esposizione / contestoPrioritàTipo di vetro indicativo
Nord (poco sole diretto)trattenere calore, massima lucebasso emissivo, g e LT alti
Sud (sole invernale utile)bilanciare guadagno inverno / surriscaldamento estatebasso emissivo, valutare selettivo se grandi vetrate
Ovest e sud-ovest (sole pomeridiano forte)ridurre surriscaldamento estivovetro selettivo / controllo solare (g basso)
Grandi vetrate, verande, mansardeevitare effetto serracontrollo solare quasi sempre consigliato
Zone climatiche fredde (nord Italia interno)isolamento termicopriorità a Ug/Uw bassi
Zone calde / molto soleggiatecontrollo solarepriorità al g basso sulle esposizioni esposte

La logica di fondo: a nord vuoi luce e isolamento, il sole estivo lì non è un problema. A sud il sole d’inverno è un alleato gratuito, quindi non sempre conviene tagliarlo del tutto; serve un ragionamento sul caso. A ovest il sole basso del pomeriggio estivo è il più fastidioso e penetrante: lì il selettivo dà il suo meglio. Va detto che il vetro è solo una parte della protezione solare: una schermatura esterna (tapparelle, persiane, frangisole) resta il modo più efficace di fermare il sole d’estate, perché lo blocca prima che colpisca il vetro.

Per inquadrare tutto questo nel sistema-finestra completo — profilo, vetro, posa — può aiutarti la nostra guida completa ai serramenti in PVC, dove il vetro è uno dei capitoli.

Le norme: cosa è dichiarato e dove leggerlo

Sul piano normativo, le finestre come prodotto ricadono sotto la EN 14351-1 e il CPR 305/2011 (Regolamento Prodotti da Costruzione): il produttore redige la Dichiarazione di Prestazione (DoP) e appone la marcatura CE, dove sono dichiarati i valori prestazionali della finestra. La trasmittanza dell’intera finestra (Uw) è il dato di riferimento; i valori del solo vetro (Ug, g, LT) li trovi nella scheda tecnica del vetrocamera fornita dal produttore del vetro.

Detto in modo pratico: chiedi sempre la scheda del vetro insieme al preventivo. Un produttore serio te la fornisce senza problemi. Se ti danno solo “vetro basso emissivo” come dicitura, senza i numeri, hai poche basi per confrontare.

Quando NON conviene

In nome dell’onestà che ci piace tenere, ecco i casi in cui spingere sul vetro “top” è uno spreco.

  • Vetro selettivo su esposizione nord. A nord non arriva sole diretto significativo. Pagare il controllo solare lì serve a poco: rischi solo di abbassare la luce senza un reale beneficio estivo.
  • g molto basso su tutte le finestre indistintamente. Se metti un selettivo spinto anche a sud in una zona fredda, d’inverno perdi il guadagno solare gratuito e fai lavorare di più il riscaldamento. Il vetro va scelto finestra per finestra, non a pacchetto unico.
  • Vetro top con posa scadente. Il vetrocamera migliore montato male, con ponti termici sul giunto, rende meno del previsto e fa condensa sui bordi. Prima viene una posa corretta — il tema lo trattiamo a parte — poi il vetro premium. Spendere sul vetro e risparmiare sulla posa è il classico ordine sbagliato.
  • Inseguire l’Ug più basso ignorando l’Uw. Un Ug eccellente con un telaio mediocre dà una finestra mediocre. Conta l’insieme: meglio un equilibrio vetro-telaio che un vetro estremo su un profilo qualunque.
  • Caricare tutto sul vetro per problemi che il vetro non risolve. Se il tuo problema è il rumore, la soluzione è il vetro acustico (logica diversa); se è il numero di lastre, è un altro discorso. Il termo-solare risolve il caldo e il freddo, non tutto.

FAQ

Il vetro basso emissivo si vede a occhio nudo? No. Il trattamento low-E è un micro-strato trasparente: a occhio non distingui un vetro basso emissivo da uno senza. A volte, con certe angolazioni e luci, un vetro selettivo può dare una leggerissima tonalità riflessa, ma in condizioni normali sono entrambi neutri. Il modo serio per sapere cosa hai è la scheda tecnica, non l’occhio.

Basso emissivo e selettivo sono la stessa cosa? No, ma sono parenti. Il basso emissivo lavora soprattutto sul calore in uscita (isolamento invernale) ed è ormai lo standard. Il selettivo / controllo solare aggiunge la capacità di bloccare il calore solare in ingresso d’estate, tenendo alta la luce. Un buon vetro selettivo di solito è anche basso emissivo: fa entrambi i lavori.

Un g basso fa diventare la casa scura? Non necessariamente, ed è proprio questo il punto del vetro “selettivo”: tiene g basso (poco calore solare) mantenendo LT alto (molta luce). Il difetto della casa scura era dei vecchi vetri riflettenti che tagliavano tutto. Un selettivo moderno è studiato per evitarlo: guarda sempre il valore LT in scheda.

Conviene il selettivo se ho già le tapparelle? Le schermature esterne (tapparelle, persiane) sono il modo più efficace di fermare il sole, perché lo bloccano prima del vetro. Se le usi e ti basta abbassarle, il selettivo diventa meno indispensabile. Resta utile dove non puoi o non vuoi tenere oscurato — verande, grandi vetrate, ambienti che vuoi luminosi ma freschi.

Che differenza c’è tra Ug e Uw? L’Ug è la trasmittanza del solo vetro; l’Uw è quella dell’intera finestra (vetro + telaio + bordo). L’Uw è il valore che conta davvero per le prestazioni reali ed è quello dichiarato in marcatura CE. Un Ug ottimo non basta se il telaio è mediocre. Il tema è approfondito in Uw e zone climatiche.

I valori di Ug, g e LT che mi cita il venditore sono affidabili? Solo se vengono dalla scheda tecnica del vetro che stai comprando. Pretendi sempre quel documento. I numeri “a memoria” o presi da tabelle generiche servono per capire gli ordini di grandezza, non per confrontare due preventivi: per quello servono i dati del prodotto reale, dichiarati per iscritto.

In sintesi

Il vetro è metà della finestra, e i suoi trattamenti decidono come ti comporti con caldo e freddo. Il basso emissivo trattiene il calore d’inverno ed è lo standard; il selettivo / controllo solare tiene fuori il sole d’estate mantenendo la luce, e dà il meglio sulle esposizioni a ovest e sulle grandi vetrate. I tre valori da leggere sono Ug (isolamento del vetro), g (calore solare in ingresso) e LT (luce): non vanno massimizzati tutti insieme, ma scelti finestra per finestra in base a esposizione e zona. E sotto restano i dettagli che pesano — argon in camera, canalina warm edge — e la regola d’oro: chiedere sempre la scheda tecnica.

Se vuoi capire che vetro è più adatto alla tua casa, finestra per finestra, possiamo ragionarci insieme guardando esposizioni e zona: dai un’occhiata ai nostri serramenti in PVC e ai serramenti su misura che produciamo. Quando hai un’idea, richiedi un preventivo e ti aiutiamo a scegliere il vetro giusto senza farti pagare trattamenti che non ti servono.

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